MammAiutaMamma incontra Zingaretti, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, Teatro Piccolo Eliseo, Roma

Prima-Persona

Giovedì 31 gennaio 2013 alle ore 17.30 al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi, MammAiutaMamma partecipa all’incontro Welfare, cultura, beni comuni per una crescita innovativa, inclusiva e sostenibile, organizzato da Prima Persona Lazio.

Nicola Zingaretti, candidato governatore della Regione Lazio, si confronta con le proposte delle associazioni del territorio e dei cittadini. Partecipazione e condivisione sono la chiave del movimento Prima Persona che attraverso la sua rete civica diffusa è impegnata nella promozione di un innovativo stato sociale.

Mammaiutamamma ha aderito all’iniziativa per presentare le attività, il percorso e le proposte che già realizza localmente e globalmente. Per garantire crescita demografica, innovazione sociale e pari opportunità proponiamo:

1) la costituzione di un fondo di microfinanza domestica destinato ad attività imprenditoriale femminile, mamme single e precarie, per favorire l’empowerment femminile, attraverso la conversione dei fondi per le auto blu e le spese di rappresentanza della Regione;

2) la diffusione di asili nido aziendali, e corsi di formazione e aggiornamento professionale on line (e-learning) durante la maternità per favorire il reinserimento e l’avanzamento delle donne dopo la gravidanza, de-localizzazione del lavoro che garantisca alle mamme flessibilità negli orari grazie all’uso della tecnologia e al rafforzamento intranet aziendali, riconoscimento della rilevanza penale per il reato di mobbing ;

3) il finanziamento regionale e la creazione di una rete locale coordinata e efficiente di centri antiviolenza, per il reinserimento sociale delle donne e minori che beneficiano dei programmi di protezione, formazione e aggiornamento degli assistenti sociali impegnati nella mediazione familiare;

4) agevolazioni fiscali, in particolare deduzione spese correnti per liberi professionisti come incentivo alla lotta all’evasione fiscale oltre a migliorare il potere di acquisto delle famiglie;

5) il rafforzamento e promozione della rete di solidarietà per neomamme Vicine, Vicine realizzata dal Melograno Roma, aiuto volontario per donne in gravidanza o neomamme, con l’obiettivo di creare un centro nascite e accoglienza coordinato ai consultori per accompagnare le donne in questo importante inizio;

6) il riconoscimento del mestiere di genitori con la creazione di un fondo nazionale che garantisca un contributo mensile per la famiglia nel primo triennio di vita del bambino (secondo l’esperienza svedese, francese etc…) attraverso la riconversione dei fondi provenienti dai risparmi per le spese di funzionamento delle PA, abbattimento rimborsi spese PA, consiglieri regionali, attraverso l’adozione di politiche di sostenibilità: raccolta differenziata, riciclo carta, etc;

7)l’ampliamento dell’offerta dei servizi per i bambini e la famiglia, la riconversione d’immobili pubblici inutilizzati per promuovere e favorire lo svolgimento di attività extra-curriculari per i bambini.

Partecipa anche tu al dibattito, seguici, vota e commenta la proposta su:

Prima Persona Ideascale

Il Consiglio dei bambini, educazione civica e partecipazione a The Hub Roma

hub_coorg

The Hub Roma apre a settembre 2012 e s’impone subito nel panorama capitolino come centro di aggregazione di idee, associazioni e imprese coinvolte e portatrici di innovazione sociale.

Domani venerdì 25 gennaio 2013, dalle 9 alle 13, a via dello Scalo di S Lorenzo, 67, propone il secondo incontro di un interessantissimo percorso di educazione civica e partecipazione, rivolto ai piccoli tra gli 8 e i 10 anni accompagnati da un genitore Il Consiglio dei bambini.  L’esperienza nasce in collaborazione con Uva e la Sinnos editore. Si parla di democrazia!

Vi presentiamo l’intervista a Elena Giacchino, hubber e coordinatrice dell’iniziativa:

Come nasce l’iniziativa, Il consiglio dei bambini, dalla costituzione alla partecipazione?

L’idea è nata a San Francisco durante un meeting internazionale di  The Hub al quale presenziava il nostro socio fondatore Dario Carrera, lì c’era un evento con  studenti baschi e studenti del luogo che condividevano un percorso di risoluzioni dei problemi della città, abbiamo quindi pensato di esportarlo in Italia ma rivolgendolo ai bambini perché hanno un pensiero più trasparente, più libero, meno condizionato

Qual è il tuo ruolo nel progetto? quali sono gli obiettivi e i risultati attesi?

L’obiettivo è quello di sperimentare un processo diverso di apprendimento e quello di stimolare nel lungo periodo la partecipazione dei genitori, la cosa interessante sarebbe fare un laboratorio parallelo su cittadinanza e Costituzione con i genitori, questa sarebbe davvero social innovation. Io mi occupo di eventi e comunicazione a The Hub. Quindi ho preso parte alla stesura del concept del laboratorio e mi sono occupata di coordinare il lavoro di Uva, l’associazione di Giulia Nardi e Paola Pascucci che materialmente mettono in piedi il percorso didattico, con quello di  Valentina Ghione, psicoterapeuta che sta facendo un tirocinio da noi.

E’ un’iniziativa pilota, pensate di proporla nelle scuole?

La nostra intenzione, trovando uno sponsor, sarebbe quella di replicarla. Utilizzando questa prima edizione come un laboratorio anche per noi ideatori.

Da mamma cosa pensi della nostra città, Roma?

Roma è complicata. Da mamma penso che troppo spesso questa città ci costringa a cavarcela e ci faccia sentire “genitori kamikaze”. Le reti se esistono sono create dalle persone e e non dalle istituzioni. La partecipazione è una grande risorsa per una città, però dovrebbe essere supportata, non lasciata come unico mezzo. La rivoluzione dei processi non può essere frutto solo della frustrazione.

E’ a portata di famiglia?

A portata di famiglia non direi. Però non credo sia un problema romano, ma piuttosto della nostra società. Siamo costretti in tempi e metodi che non sono al passo con i tempi. Uscire di casa tutti insieme alle 9 di mattina e sedersi un copmputer del tutto simile a quello che abbiamo a casa nostra ma che si trova a scrivania che dista almeno mezz’ora da quell’altro  non è un presupposto per creare una società family-friendly.

Cosa servirebbe per migliorarla?

Servirebbe aprire un tavolo di discussione con le istituzioni per riposizionare in questo universo reale e contingente il tema delle mamme che lavorano, e non lasciarlo abbandonato come se appartenesse a un altro mondo. Si dovrebbe favorire dall’alto la costruzione di reti di sicurezza per le madri e le famiglie. Servirebbe impegno e condivisione di obiettivi fra istituzioni e famiglie.

Per partecipare iscriversi a: Consiglio Democrazia Eventbrite

 

 

Lavorare e non solo con i figli..

LAV_FIGMammaiutamamma vi augura buon anno!

Continua ad interrogarsi con voi su come conciliare maternità e lavoro. Il nostro obiettivo è raccogliere i vostri punti di vista e la vostra esperienza su questo tema. Quali sono le soluzioni migliori per crescere i propri figli senza rinunciare ad educarli e senza perdere la loro crescita per lavorare?

Come dice il presidente dell’Uruguay, Josè Mujica, il primo ambiente da preservare quando si parla di sviluppo sostenibile, è la felicità umana. Non possiamo vivere nel senso di colpa di non essere riuscite ad adempiere bene nessun compito, lavoro/carriera, genitore/educazione.

Non è sempre facile quando i bambini sono piccoli e facilmente soggetti a malattie, quando sono più d’uno. Il mio pensiero laterale suggerisce: la quotidianità prima di tutto è capacità di adattamento e per costruire la felicità di cui si parla bisogna essere..flessibili..

..ai nuovi tempi e contratti di lavoro, alle nuove condizioni di welfare, alle nuove dimensioni della comunicazione, ai nuovi modelli di educazione e consumo, alle nuove malattie e ai nuovi rimedi pediatrici.

Bisogna essere sempre pronte a camuffare una macchia dell’ultimo secondo sull’abito, rigurgitino flash per eccessivo sballottamento, a cambiare programma dopo averlo stabilito un mese prima, a dimenticarsi un quaderno fondamentale per vostro figlio sulla scrivania o il grembiule pulito nell’armadio.

Bisogna essere pronte al multi-tasking, avere l’orecchio bidirezionale, da una parte segue impulsi provenienti dal lavoro, dall’altra segue i passi e qualsiasi rumore prodotto dai piccoli. I più piccoli tentano azioni d’incursione quando sei concentrata sul computer, su un testo o durante una telefonata, aggrappandosi alle gambe e cominciando gradualmente ad alzare il tono di voce per farsi notare, abbracciare, coccolare.

E’ necessario separare i tempi e i campi della vita nettamente? Come sfuggono questi confini nello stress quotidiano.. Eppure si, bisogna avere la capacità di fermarsi anche quando le risposte richieste sono sempre più rapide. Spegnere la tecnologia e dedicarsi con creatività ai figli. Dopo aver approfittato della scuola e dei riposini per concentrarsi totalmente, bisogna essere pronte a dedicarsi a loro…

La mia vita professionale non è mai stata indeterminata o inserita in un percorso stabile. Dopo la laurea ho intrapreso la carriera del precario, per poi scegliere la libera professione e la partita iva come strumento di emancipazione e crescita professionale.

La formula indipendente di consulente mi ha permesso di gestire tempi del lavoro e  gravidanze-maternità, senza copertura aziendale di nessun tipo. Dopo la nascita di ognuno dei miei tre figli ho richiesto l’assegno di maternità che viene corrisposto, se la domanda è correttamente compilata, una sola volta dall’Inps. Si può fare tutto on-line con assegnazione del pin dispositivo. Per i lavoratori dipendenti e non, esistono congedi di maternità e paternità, irrisori rispetto alle necessità della neo-famiglie.

Abbiamo chiesto alle mamme del nostro network che vivono all’estero di trasmetterci la loro esperienza. A Stoccolma, in Svezia, per i primi 3 anni di ogni figlio, anche di famiglie immigrate, il governo riconosce un contributo mensile, approfondiremo la tematica.

E’ necessario riconoscere la maternità come lavoro. Crescere i nostri figli equivale a distribuire ricchezza in consumi e capitale intellettuale, oltre che garantire l’educazione dei futuri cittadini del mondo, è un mestiere in sé e per sé.

In questa direzione lo Stato dovrebbe costituire un fondo per la maternità che riconosca alle famiglie un contributo per ciascun figlio almeno per il primo triennio di vita, fino all’inserimento del bambino alla scuola materna. Gli asili nido sono scarsi e quelli privati, molto costosi.

Le nostre proposte per una vita familiare sostenibile:

  • la diffusione di asili nido aziendali;
  •  la costituzione del fondo per la maternità per i primi 3 anni di vita del bambino;
  • corrispondenza orario lavoro in ufficio con orario scolastico, de-localizzazione lavoro attraverso l’uso delle tecnologie;
  • aumento di servizi competitivi per bambini e famiglie in orari extra-scolastici, incentivi per l’apertura di spazi ludico-didattico-ricreativi per i bambini nei quartieri di residenza, gestiti da onlus/cooperative specializzate o madri che garantiscano assistenza alle famiglie;
  • aumento degli sgravi fiscali per le famiglie più numerose con la possibilità di scaricare spese vive correnti;
  • abbattimento delle barriere architettoniche per le famiglie nelle metropoli, es. Roma.

Inviaci la tua testimonianza e la tua idea, scrivici a rachele@mammaiutamamma.it

di R. Bonani

Per Capodanno, le 7 regole per un indimenticabile Pijama Party

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Scritto da Lorenzo Biondi, esperto di Pijama Party

Ciao a tutti, sono Lorenzo, ho 8 anni e molta voglia di far festa. Per questo ormai sono un esperto di pijama party! Ne ho organizzati molti e queste indicazioni sono rivolte a persone di tutte le età che vogliono divertirsi.

Ecco le 7 regole d’oro da seguire per organizzare un indimenticabile Pijama Party

  1. Invitare 2 o più amici (massimo 6 per non rendere la festa troppo caotica);
  2.  Portare il pijama;
  3. Organizzare giochi come: nascondino, Monopoly, Risiko, guardie e ladri, ecc..;
  4. Far trovare agli amici bibite e cibi come: Fanta, Coca Cola, patatine, hamburger/krabby patty;
  5. Preparare alcune sorprese da regalare agli ospiti quando vanno a casa come: bustine dei personaggi lego, stickers, penne e gomme divertenti per la scuola;
  6. Vedere un film scelto con gli amici (se volete divertirvi guardate un film di paura!) mentre si mangia l’hamburger sul divano tutti insieme, dopo aver indossato il pijama;
  7. Il pijama party sarà ancora più divertente se un amico rimarrà a dormire da voi.

Grazie a tutti, fatemi sapere com’è andata la vostra festa dopo aver seguito questi consigli! Scrivetemi all’indirizzo lorenzo@mammaiutamamma.it

Buone Feste!

Il 15 dicembre a Roma, Vicine..vicine tra i libri, librerie Arion, Palazzo delle Esposizioni.

Invito Vicine Vicine tra i libri-1

Le librerie Arion, il Melograno Roma Centro Informazione Maternità e Nascita e il network Mammaiutamamma, presentano Vicine… Vicine, tra i libri, sabato 15 dicembre 2012 a partire dalle ore 10.30, nello spazio Arion a Palazzo delle Esposizioni, Via Milano, 15/17.

 Vicine vicine tra i libri è il secondo incontro del percorso creativo nel cuore della foresta urbana romana, dopo Musica tra i libri, e s’inserisce nel programma d’iniziative culturali per la città sostenibile, promosso da Arion e MammAiutaMamma.

L’appuntamento del 15 in particolare è occasione di promozione del progetto Vicine vicine – realizzato dall’associazione Il Melograno Roma anche grazie al contributo dell’Assessorato alle Politiche Sociali e per la Famiglia della Provincia di Roma – che si propone di creare una rete di solidarietà informale di sostegno e di accompagnamento per neo mamme.

L’esperienza è narrata attraverso le testimonianze di alcune Mamme Risorsa, (donne sensibili alle necessità che si hanno nei primi mesi dopo la nascita di un bambino, che mettono a disposizione di un’altra mamma, vicina di casa o di quartiere, un po’ del loro tempo libero)  e neomamme della rete.

Per la durata dell’incontro i bambini -accompagnati da un genitore- potranno partecipare alla visita guidata Sulle Vie della Seta o al laboratorio Per filo e per segno realizzati da Palazzo delle esposizioni.  Il laboratorio ha un costo di 8 euro a bambino, la visita di 12 euro, è necessaria la prenotazione fino ad esaurimento posti 06/70475606.

Arion nei suoi 20 punti vendita sul territorio, a Roma, offre spazi polivalenti di cultura e confronto perché leggere crea indipendenza. Le librerie rivolgono attenzione soprattutto alla qualità dei servizi e alle specializzazioni di settore.

Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita è un’associazione senza scopo di lucro per una nuova cultura della maternità, della nascita e della prima infanzia, attiva in Italia con numerose sedi.

Vicine Vicine la rete di supporto per neo-mamme riparte a Roma

Così vicine, così lontane. Da qui è nata l’idea del progetto Vicine…Vicine, appena partito e promosso dall’Associazione Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita con il finanziamento dell’Assessorato alle Politiche Sociali e per la Famiglia della Provincia di Roma e il patrocinio del Municipio Roma IX.

Un’iniziativa che si propone di realizzare una rete di solidarietà informale per le neo mamme, che, anche essendo vicine di casa, spesso non si conoscono.

In una grande città come Roma la nascita di un figlio può essere vissuta in uno stato di isolamento e solitudine che esaspera le naturali difficoltà iniziali e rende più vulnerabili i genitori. – ha dichiarato Raffaella Scalisi dell’Associazione Melograno –  Le neo-mamme possono aver bisogno di un sostegno o anche semplicemente di qualche consiglio dopo la nascita del bambino. Una funzione protettiva e di accompagnamento da sempre svolta dalla famiglia allargata, anche grazie a quei legami empatici che spontaneamente si creano tra donne che hanno vissuto la stessa esperienza. Dove il semplice parlare e il condividere saperi e pratiche di cura diventa  l’aiuto più prezioso.

Per questo Il Melograno ha avviato una campagna di “reclutamento” di mamme risorsa: persone sensibili alle necessità che si possono avere nei primi mesi dopo la nascita di un bambino, che abbiano voglia di condividere la propria esperienza e mettere a disposizione di un’altra mamma – vicina di casa o di quartiere – un po’ del loro tempo libero.

L’aiuto potrà concretizzarsi in varie forme: dal sostegno all’allattamento all’offerta di aiuto pratico, piccole commissioni come fare la spesa; dall’ascolto e sostegno nei momenti di difficoltà, all’eventuale accudimento del bimbo per consentire alla mamma brevi momenti di riposo; dalla condivisione di  informazioni e conoscenze rispetto alle risorse e ai servizi presenti nel quartiere nell’area materno-infantile, alla promozione di momenti e occasioni di socializzazione. Diventare una mamma risorsa è semplice: basta contattare l’Associazione Il Melograno, che dopo un colloquio inserirà la disponibilità in un’apposita banca-dati.

L’associazione incrocerà l’offerta con la domanda, mettendo in contatto le famiglie che lo richiederanno con la mamma risorsa più vicina.

Chi vuole può contattare l’associazione inviando una mail a info@melogranoroma.it

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Disattenzione e iperattività, quali sono le sfide del futuro?

Il DSM  Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, è considerato la bibbia delle malattie neurologiche. La V edizione ha già dato il via a molte polemiche, dopo esser stata anticipata on line, per ricevere i contributi della rete, dsm5.org. La pubblicazione è prevista per maggio 2013.

 Il timore è che il DSM 5 abbassi eccessivamente la soglia diagnostica per le patologie già esistenti. Sintomi più lievi e di minor durata. Basta cambiare un numero, portare da 7 a 12 l’età d’insorgenza di un episodio di iperattività per far scattare la diagnosi di Attention Deficit and Hiperactivity Disorder e quindi trasformare milioni di bambini vivaci in pazienti da curare con stimolanti. Negli ultimi mesi gli scienziati hanno cominciato a suggerire che il nostro mondo digitalizzato può alimentare forme di malattia mentale. A Stanford, il dottor Aboujaoude, studia come alcune identità digitali sviluppino alter ego patologici, tipico dei casi di disordine da personalità multipla, citati nel Dsm.

Silvana Condemi è un’esperta psicomotricista, fa parte del MAM network e riflette con noi sulle problematiche e le polemiche legate al nuovo DSM 5.

“Lavoro con i bambini in base alla diagnosi e alle loro esigenze ed emergenze evolutive, a scuola e in studio. Si parla molto di come sia cresciuto il numero di bambini e adolescenti colpiti da iperattività ma, nella mia esperienza, iperattivi puri ne ho visti non troppi. La manifestazione di disagio è spesso legata ad altri tipi di sofferenza, neurologica o neuropsicologica. I casi di bambini con instabilità psicomotoria pura, da me trattati, hanno rivelato che la sofferenza era dovuta a particolari condizioni familiari. Il lavoro è stato oltre che terapeutico con il bambino, di presa in carico anche degli stili educativi della famiglia (in questo caso la collaborazione attiva e attenta dei genitori deve essere forte). Uno solo di questi bambini assumeva un farmaco prescritto in tenera età dal pediatra. In quest’ultimo caso è stato molto faticoso convincere i genitori a non farne più uso!!!!!

Credo che il rischio che si sta correndo in questi ultimi decenni è di etichettare questa sindrome – Attention Deficit and Hiperactivity Disorder– senza inserirla nell’organizzazione generale, psicofisica e sociale, del bambino stesso. Si rischia così di trascurare una seria presa in carico dell’essere umano e di limitarsi a far rientrare la cura in un trattamento da protocollo standard che dovrebbe soddisfare qualunque situazione. Purtroppo spesso il ricevere questa diagnosi fa entrare il bambino e la famiglia in un protocollo medico (con assunzione di farmaci) che non risolve alla base il problema, sposta l’attenzione e il livello di cura e fa sentire il minore ancora più solo, rispetto a qualcosa che lui stesso spesso vive con grande disagio. L’aiuto dei farmaci può essere a volte necessario e rare volte indispensabile, ma il discorso iperattività richiede una presa in carico ampia che prenda in considerazione la globalità del bambino e la molteplicità degli interventi.”

Grazie Silvana

Scriveteci, raccontateci la vostra esperienza, condividete con il network le vostre difficoltà….rachele@mammaiutamamma.it

Roma per le mamme: SWAP PARTY, SHOPPING A COSTO ZERO

Che cos’è uno swap party? E’ l’ultima tendenza in fatto di shopping sostenibile: swapping, infatti, vuol dire scambiare, barattare.

Swap party è un’originale iniziativa ideata da Serena e Vanessa, mamme di due bambini di 3 anni, titolari del negozio Duebebè, per rendere Roma una metropoli a portata di mamma e bambino.

Ogni primo sabato del mese a partire da oggi 6 ottobre 2012, dalle 16.00 alle 19.30 nel negozio per bambini Duebebè a Monteverde, C.ne Gianicolense 252A potrai scambiare a costo zero i tuoi abiti con altri capi e se non dovessi trovare nulla di tuo gradimento potrai utilizzare i tuoi buoni-scambio per il prossimo Swap Party.

Come funziona? Porta al negozio Duebebè max 5 capi di abbigliamento in ottimo stato, puliti e stirati, entro la mattina dell’evento (max 14.30), per permettere l’allestimento dello spazio. Verrà assegnato ai tuoi capi un valore indipendentemente dalla marca. I capi che non verranno scambiati andranno in beneficienza.

Perchè partecipare? Riceverai un buono sconto del 10% da utilizzare a novembre 2012 per acquisti nel negozio. Aiuterai l’ambiente e l’ecologia (lo sapevi che barattare 20 kg di vestiti equivale a risparmiare l’energia necessaria per azionare una TV per un anno e sette mesi non stop).

Le due titolari  ben sanno quanti vestiti, anche nuovi, ancora col cartellino, vanno sprecati perchè i figli crescono in fretta. Allora perché non “riciclarli” in un mercatino dello scambio o meglio detto Swap Party? All’estero è una consuetudine (nasce a Manhattan nel cuore dello shopping), in Italia sta diventando un modo divertente per risparmiare e riciclare tutti quei vestiti che i nostri figli non usano più.

Vi aspettiamo…..

Dalla fatica al piacere di scrivere, domani a Faenza, il convegno nazionale sulla Disgrafia

2° CONVEGNO NAZIONALE SULLA DISGRAFIA, Faenza, 29 settembre 2012

Un’ intensa giornata per una preziosa occasione di confronto tra esperti e specialisti del settore, insegnanti e familiari di ragazzi con difficoltà grafo-motorie, è in calendario il 29 settembre 2012 a Faenza presso il Pala Cattani con il 2° Convegno Nazionale sulla Disgrafia, dal titolo Dalla fatica … al piacere di scrivere.

Organizzato dall’Associazione Onlus GraficaMente, con la consulenza progettuale di Per gli altri – Centro di Servizio per il Volontariato di Ravenna, l’evento faentino affronterà in ogni suo aspetto – analizzandone “Possibilità di prevenzione e di recupero” – il problema della disgrafia e delle difficoltà grafo-motorie, che, in base a una ricerca statistica condotta dalla stessa GraficaMente nel 2008, colpisce in Italia circa il 20% degli alunni al termine della scuola primaria.

Si tratta di un evento di caratura nazionale, che vedrà riuniti alcuni importanti rappresentanti del mondo scientifico, medico, grafologico e scolastico, direttamente coinvolti nell’aspetto diagnostico, educativo e rieducativo del disturbo, oltre naturalmente alla nutrita rappresentanza del mondo del Volontariato fattivamente coinvolto a vari livelli su tutto il territorio nazionale.

Il convegno ha come obiettivo principale quello di favorire, anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento del mondo della scuola e delle famiglie, la conoscenza di questa particolare forma di difficoltà o disturbo per potere poi intervenire con maggiori e più puntuali strumenti didattici di prevenzione e tecniche di recupero.

Per adesioni e ulteriori informazioni sul programma specifico del Convegno, l’Associazione GraficaMente e Per gli altri – Centro di Servizio per il Volontariato di Ravenna hanno attivato anche un apposito sito web all’indirizzo www.convegnodisgrafia.it, in cui troverete il programma e in cui è possibile iscriversi per partecipare al convegno.

Disgrafia_2012_DEFINITIVO

Un’avventura di Tom Sawyer detective

Lo  scrittore  Mark  Twain, che in realtà  si chiama Samuel Langhorne Clemens, ci  racconta  un’ ardua impresa di Tom Sayer e del suo amico Huckleberry Finn.

Tom e  Huck riconoscono un criminale  famoso  della  loro  città, Jack Dunlap, mentre  viaggiano  sul  battello  verso  la  casa  della  zia di  Huck, per  una  breve vacanza.

I due protagonisti  incuriositi  vogliono  scoprire  la  vita  del  misterioso  personaggio. Arrivati  ad  Arkansas,  Tom  e  Huck  nei  panni  di  giovani  detective cominciano  la  loro  avventura  piena di  imprevisti.

 Non  perdetelo  perché  è   emozionante.

La recensione di Lorenzo Biondi