I bambini vedono: l’importanza dei gesti e delle parole

Gli adulti, in particolare i genitori commettono diversi errori nella vita, importante è imparare da questi.

Care mamme, cari genitori,

Quello che vi proponiamo oggi è un video che dovrebbe cambiare il nostro modo di educare i figli, Children see, prodotto dall’organizzazione australiana Napcan.

La Napcan, National Association for Prevention of Child Abuse and Neglect, fondata nel 1987 da Rosemary Sinclair e Christine Stewart, è una realtà impegnata nella riduzione dei casi di abusi su minori. Solo nell’ultimo anno in Australia, 35.000 bambini hanno subito un abuso o sono stati vittima di violenza.

L’abuso su minore può essere fisico, psicologico, sessuale di privazione di condizioni di vita dignitose o di esposizione continua alla violenza.

Nel settembre 2013, per la prima volta anche nel nostro paese, l’organizzazione Terre des Hommes e il Cismai, Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia, hanno prodotto un rapporto sul fenomeno dei maltrattamenti sui minori: Tagliare sui Bambini è davvero un risparmio?

100mila sono i bambini o adolescenti vittime di maltrattamenti e abusi in Italia, il 0,98%, in maggioranza femmine (52,51%). Sarebbero circa 700.000 minori a rischio, di cui 140.000 in condizioni di maltrattamento.

Trascuratezza affettiva (52,7%), violenza assistita (16,6%), maltrattamento psicologico (12,8%), abuso sessuale (6,7%), patologie delle cure (12,8%), maltrattamento fisico (4,8%) sono queste le principali tipologie  del fenomeno.

La difficoltà di emersione del fenomeno è legata ad almeno tre ordini di fattori:

  • le dinamiche stesse che rendono possibili gli episodi di maltrattamento (imposizione del segreto, per esempio) o che essi stessi generano (vergogna, paura);
  •  l’inadeguata formazione e la scarsa attenzione culturale da parte degli operatori, sebbene la sensibilità sulla questione stia generalmente crescendo;
  • il mancato coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria in molte segnalazioni di maltrattamento, che attivano solo provvedimenti amministrativi.

Mammaiutamamma vuole contribuire a rafforzare le pratiche di sensibilizzazione, prevenzione e cura dei fenomeni di abuso su minori attraverso l’informazione e la riflessione su nuovi modelli di educazione e stato sociale che affianchino le famiglie.

Stay Tuned!
Scriveteci a info@mammaiutamamma.it, rachele@mammaiutamamma.it

di R. Bonani

Violenza contro le donne: crescono i numeri della mattanza

FLASHMOB

Carmela Petrucci, 17 anni, Vanessa Scialfa 21 anni, Agnese Maria Coscia, Giuseppina Di Fraia, Lenuta Lazar, 31 anni, Yuezhu Chen, 20 anni, Antonella Riotino, 21 anni, Antonia Azzolini, 66 anni, Fabiola Speranza  45 anni, Nunzia Rindinella, 78 anni, Stefania Mighali, 39 anni, Daniela, 8 anni, Rosetta Trovato, 38 anni, Grazyna Tarkowska, 46 anni, Enzina Cappuccio, 34 anni, Sharna Gafur, 18 anni, Maura Carta, 58 anni, Cristina Marian, 23 anni, Leda Corbelli, 65 anni, Domenica Menna, 24 anni, Elda Tiberio, 93 anni, Loveth Eward, 22 anni, Ave Ferraguti, 72 anni, Rosanna Siciliano, 37 anni, Antonia Bianco, 43 anni, Nike Adekunle, 20 anni, Carmela Russi, 36 anni, Julissa Feliciano, 26 anni, Kaur Balwinde, 27 anni, Claudia Benca, 23 anni, Fakhra Younas 31 anni, Reeva Steenkamp.

Quelli che riportiamo sono solo alcuni nomi della mattanza.

113 donne uccise in Italia nel 2012, il bolletino di guerra nn si ferma.

Il flash mob organizzato in tutto il mondo il 14 febbraio 2013 dall’associazione V-day contro la violenza sulle donne, è un messaggio importante ma non sufficiente.

L’ultima ricerca sul femminicidio, targata Istat, nel nostro paese riporta dati del 2008-2009. Da allora nessun aggiornamento se non attraverso le drammatiche pagine di cronaca nera.

E comunque i numeri restano sconcertanti: il 51,8% di donne in età 14-65 anni ha subito nell’arco della vita ricatti sessuali o molestie verbali e/o fisiche. Negli ultimi 3 anni 3 milioni 864 mila le donne di 14-65 anni ad aver subito almeno una molestia o un ricatto sessuale sul lavoro. Le più colpite da questo fenomeno sono le ragazze di 14-24 anni (38,6%), per le quali la probabilità di subire una molestia è doppia rispetto alla media, seguite dalle 25- 34enni (29,5%). I valori più alti riguardano le laureate (26,1%) e le diplomate (22,3%).

Le maggiori difficoltà: oltrepassare gli ostacoli che impediscono LA DENUNCIA, paura, vergogna, incredulità, abbandono; fornire l’ONERE DELLA PROVA la denuncia deve essere supportata da prove schiaccianti e determina sistematici accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria; modificare le proprie abitudini di vita.

La legislazione oggi in Italia  prevede nel titolo XII del codice penale i reati di violenza sessuale (art.609 bis) e atti persecutori (art 612 bis) come minacce, molestie, abusi di autorità verso soggetti più deboli in grado di cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto.

Nel 2009 è stato introdotto il reato di stalking con legge 23 aprile 2009 n. 38, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonchè in tema di atti persecutori. Lo stalking è molto difficile da dimostrare.

Il network insiste sulla necessità di:

– formare gli assistenti sociali che sostengono le donne vittime di violenza di genere;

– potenziare la rete di centri anti-violenza di soccorso, assistenza e reinserimento sociale;

– dotare il pronto soccorso degli ospedali pubblici di aree dedicate con psicologi e assistenti per i casi di violenza su donna e minore;

Chiunque voglia raccontare la sua esperienza e condividere con noi per cercare un’alternativa alla vita nel terrore può scriverci a rachele@mammaiutamamma.it

Alcuni link utili di organizzazioni impegnate in favore delle donne

BOLLETTINO DI GUERRA 

LA CASA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

DIFFERENZA DONNA