Minouche, l’egiziana più influente della City

Nemat Shafik Ad appena 36 anni diventa la più giovane Vice Presidente della Banca Mondiale, dopo aver guidato il Dipartimento dello Sviluppo Internazionale a Londra, nominata Vice Direttrice del Fondo Monetario Internazionale, dal 2011 al 2014

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Care mamme, cari genitori

Oggi per la nostra rubrica mamme e leadership parliamo di una delle donne più influenti della city, Nemat (Minouche) Shafik.

Ad appena 36 anni diventa la più giovane Vice Presidente della Banca Mondiale, dopo aver guidato il Dipartimento dello Sviluppo Internazionale a Londra, nominata Vice Direttrice del Fondo Monetario Internazionale, dal 2011 al 2014

Con questa carica ha cercato di influenzare i giocatori internazionali, chiedendo di aiutare più i poveri e meno le banche. Nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1962 e i primi anni di vita hanno una profonda influenza su di lei, dichiarerà infatti nel 2001, quando vivi in un paese povero, sei circondato dalla povertà e il tuo interesse vero è capire perchè alcuni hanno e altri no

Per la Banca Mondiale ha gestito investimenti da 50 miliardi di euro

Adesso è stata chiamata dal numero uno della Banca di Inghilterra, Mark Carney, canadese under 50, outsider con esperienza nei mercati finanziari, uomo della Goldman Sachs, a monitorare i movimenti sui mercati e dei colossi di credito. “Si esce dalla crisi,” ha sostenuto, “recuperando credibilità e stimolando misure in favore del lavoro. La disoccupazione in Europa ha raggiunto livelli inaccettabili.”

Nel 2002 Minouche sposa Raffael Jovine da cui avrà una figlia Nora e un figlio Adam, cui si aggiungono i 3 figli del precedente matrimonio di Jovine. Nel suo libro Chi è chi? la sua lista di interessi è questa: famiglia, amici, musei, arte, teatro, lettura, passeggiate e yoga”.

Mamma acrobata, partigiana dei poveri e del superamento dell’austerità come strumento per la ripresa economica, Nemat riesce a conciliare vita professionale e familiare. Nel 2009 è stata nominata “Donna dell’anno” dal Global Leadership and Global Diversity

La mamma più celebre di Londra ha 3 cittadinanze, egiziana, inglese e americana. Ha una superba leadership, capacità comunicative e una reputazione globale . Sir Suma Chakrabarti, il suo capo al Dfid dichiara al Financial Times che dietro i guanti di velluto c’è il ferro.

A seguire intervista con Nemat Shafik

Stay Tuned!

quando vivi in un paese povero, sei circondato dalla povertà e il tuo interesse vero è capire perchè alcuni hanno e altri no”

La “buona” scuola nell’era digitale

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Care mamme, cari genitori,

il network fa gli auguri a tutte le donne, madri, mogli, amanti, professioniste, disoccupate che devono ancora capire il valore profondo del proprio ruolo all’interno della società.

Oggi parliamo di scuola. Nella classifica di 27 paesi europei, l’Italia si trova subito dopo il Portogallo, in quart’ultima posizione, per tasso di dispersione scolastica, 17,9% nel 2013.

Europa 2020 ha previsto il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del 10% della dispersione scolastica e l’aumento del 40% del numero di laureati. Il governo ha risposto con la riforma denominata “La buona scuola”, in 12 punti, nodi gordiani da affrontare per migliorare le condizioni e la qualità dell’insegnamento.

Al primo posto, la docenza, nasce l’organico autonomo che compartecipa all’amministrazione dell’istituto con il dirigente, ma può essere valutato dai genitori, insieme al piano di assunzioni e all’abolizione delle supplenze annuali.

Si passa attraverso la formazione e la carriera per ripensare l’insegnamento scolastico, e arrivare alla disponibilità e trasparenza nella gestione delle risorse.

nel sito dedicato alla riforma, il governo si chiede, cosa manca?

Noi madri e genitori potremmo facilmente rispondere: risorse per la sicurezza degli istituti non a norma di legge, o che contengono amianto, risorse per evitare l’insoddisfazione e gli scioperi di un corpo docente che si sente abbandonato dalle istituzioni e in continua lotta con il dirigente e un serio adattamento del piano di offerta formativa alle reali esigenze di nuove generazioni di nativi digitali.

Noi oggi vogliamo parlare di un futuro che deve essere il nostro presente, che prevede un’educazione tecnologica per i nostri figli. Come osserva Giovanni Reale è necessario “salvare la scuola nell’era digitale”.

Come si può fare?

L’autore sostiene che “la scuola non può e non deve trasformare l’uomo in homo videns, deve aiutare i giovani a recuperare l’uso del linguaggio, integrandolo alle nuove tecnologie. E’ necessario garantire il rispetto per la parola e ripristinare un dialogo di contatti diretti e visivi.

Nel marzo del 2012 Lodoli scriveva in merito all’andamento scolastico degli studenti italiani che “ si scrive male perchè non c’è fiducia nel pensiero, perchè sono saltati i nessi logici, la capacità di legare una riflessione ad un’altra, un aneddoto ad una considerazione, un prima e un poi

Alcune regioni come l’Abruzzo hanno dotato le aule della lavagna interattiva multimediale LIM che adegua l’insegnamento ai progressi tecnologici. In questo modo si vuole salvare i contenuti della cultura della scrittura insieme alla tecnologia, non eliminando la prima in favore della seconda né riducendo la prima a semplice ancella della seconda.

Il network propone ai genitori ed alle scuole, il ciclo di incontri, Webmania 2.0: i ragazzi alla scoperta di internet.

Per saperne di più, scarica qui la scheda progetto

Raccontateci la vostra esperienza scolastica, scrivete a

rachele@mammaiutamamma.it