Intervista a Gianluigi de Palo, ideatore e promotore dell’iniziativa #iostoconipasseggini

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Care mamme, cari genitori,

per le interviste del network, Rachele Bonani ha sentito Gianluigi De Palo, promotore di quella che rappresenta non solo una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione collettiva, ma anche uno stile di vita rivolto a migliorare gli standard di convivenza e le condizioni di giustizia sociale. 

#iostoconipasseggini è l’hashtag che diventa subito virale, circa 1.000 sono le famiglie che, sabato 4 ottobre, hanno affollato il Campidoglio, per dire no ad aumenti ingiusti e arbitrari.

Nato a Roma, 38 anni, Gianluigi di famiglia se ne intende. Nel 2009 è presidente delle Associazioni Familiari del Lazio, dal 2011 al 2013 è assessore alla Famiglia nella giunta Alemanno. Tra i vari progetti realizzati, il Quoziente RomaAttualmente è stato eletto Consigliere Comunale di Roma, con la Lista Civica Cittadini, X Roma, di cui è Capogruppo.

Buongiorno Gianluigi, quanti figli hai? 

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Cosa significa avere una famiglia numerosa a Roma?

Significa avere investito nella bellezza. E significa anche tante difficoltà in una città che tutto è fuorché a dimensione familiare. Ma questo vale anche per chi ha un solo figlio. 

Che servizi offre la capitale per i bambini e le famiglie?

Roma avrebbe bisogno di tutta una serie di servizi rivolti alle famiglie e ai bambini. Qualche tempo fa avevamo iniziato a mettere in rete l’esistente, raccontandolo valorizzandolo. Le famiglie vanno in difficoltà quando restano sole, farle conoscere crea comunità. Oggi purtroppo non si prosegue in quella linea concreta e realistica, e non voglio fare polemiche,  ma si parla di città a misura di bambino come se i bambini nascessero sotto i cavoli e non avessero una mamma, un papà o una rete familiare… 
#iostoconipasseggini come nasce l’iniziativa e come cresce?

L’idea è nata prendendo spunto dall’assurdo aumento delle tariffe nido avvenuto durante l’estate e dopo che le iscrizioni all’asilo erano già avvenute. Ma a questo ci penserà il TAR. #iostoconipasseggini non è un movimento, è un tema, una proposta, una priorità! L’Italia fa pochi figli perché farli è diventato difficilissimo, eppure c’è un grande desiderio di famiglia come ci hanno mostrato anche gli ultimi dati Censis. Per questo tanta gente sta dicendo #iostoconipassegginiscegliendo di mettersi dalla parte dei passeggini, dei più piccoli e indifesi, di chi ha a cuore il futuro del nostro Paese che, ormai, non fa più figli. Le mamme e i papà che si sono lasciati coinvolgere non si riconoscono in un’appartenenza politica, ma nella consapevolezza che senza politiche familiari adeguate non andiamo da nessuna parte.

Quante famiglie ti hanno contattato e hanno aderito?
In Campidoglio eravamo quasi mille, ma la cosa più bella è che a Padova, Verona, Foggia, Napoli, Catania, Como e Milano, stanno nascendo gruppi spontanei che si riconoscono in questo tema è che ci chiedono di aderire. La mia risposta è sempre la stessa: se state dalla parte dei passeggini e se volete mettere al centro dell’agenda politica del Paese la famiglia, andate in una piazza con i vostri passeggini vuoti e, sorridenti, dite #iostoconipasseggini.
Secondo il giudizio di molti l’asilo nido è una scelta, in realtà molto spesso è una necessità per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori e i parenti anziani, credi che il nido sia un parcheggio per i nostri figli?
Io credo che l’asilo nido oggi sia l’unica scelta possibile e che nemmeno tutti ne possano beneficiare. Mi spiego: non sarebbe meglio, alla luce dei costi di un asilo nido a Roma, dare l’opportunità alle famiglie di scegliere? Se mio figlio al nido costa al Comune di Roma circa 1.300 euro, non sarebbe meglio ricevere 650€ e dare a me l’opportunità di scegliere cosa fare? In questo modo azzereremmo la lista di attesa e permettere ad una famiglia di scegliere se: portare il bimbo al nido, pagare una baby sitter, concordare con l’azienda un part time per me o mia moglie, chiedere aiuto ai nonni e utilizzare i 650€ per pagare il mutuo… Le famiglie vorrebbero arrivare alla fine del mese con qualche soldo in più: cosa ce ne faremo tra qualche anno di 1000 asili nidi se non facciamo più figli? 
Da ex assessore alla famiglia come spieghi che le istituzioni cambiano unilateralmente  le carte in regola, in deroga ad accordi già siglati coni cittadini? 
Amministrare è difficilissimo e decidere non piace mai a nessuno. Ma nel caso degli aumenti dei nidi a Roma è stato fatto un errore incredibile per pigrizia. Se avessero fatto delle simulazioni, se avessero perso tempo incontrando le persone vere, se non avessero trattato le famiglie come un file Excel tra i tanti, non avremmo avuto questa sollevazione popolare. Lo sapete quale è la migliore politica familiare? Se non puoi fare nulla, non aumentare le tariffe.
La legge non è uguale per tutti?
Sembra di no. Ma quando a violarla è un Sindaco o un’amministrazione comunale diventa preoccupante perchè tutto diventa relativo. La gente si domanda: perchè lui può fare il gioco delle tre carte e io sono costretto a trovarmi un secondo o terzo lavoro per dare un futuro alla mia famiglia? Tuttavia abbiamo tutti una coscienza e se il Sindaco sbaglia non dobbiamo sbagliare anche noi. 
E’ giusto che per affermare dei diritti garantiti dalla costituzione e per crescere delle famiglie felici si debbano fare tutti questi sforzi?
Questa è la follia, non solo a Roma. È giusto che mentre nel resto d’Europa chi fa un figlio viene valorizzato e aiutato, in Italia si deve sentire abbandonato e colpevolizzato? Mi auspico che il Presidente Renzi, che è anche padre di tre figli, faccia qualcosa di concreto per aiutare le famiglie. Questi 80 € sono un segnale, ma purtroppo il mutuo o l’asilo non lo paghiamo con i segnali. Serve una riforma seria siamo ad un punto di non ritorno. O adesso o mai più.
Quali sono le prossime date cruciali di questa battaglia?
Continuare sempre e dovunque a tenere alta l’attenzione su questo tema. Domandare a tutti #iostoconipasseggini e tu? Siamo stati a Teramo, andremmo nelle altre città che ci stanno contattando perché si tratta di una priorità nazionale…
L’economista francese Jacques Attali sostiene che non si può parlare di crescita in un continente, l’Europa, e in uno stato, l’Italia, dove le nascite sono quasi pari allo zero, senza nuovi nati non esiste futuro per il paese, cosa serve allora concretamente per favorire una politica delle nascite e il sostegno alla genitorialità?

Lo scorso anno, secondo l’Istat, sono venuti al mondo 514.308 bebè (il valore più basso da quando si fanno le rilevazioni), circa 20 mila in meno rispetto all’anno precedente e 62 mila in meno rispetto al 2008. Basterebbe questo dato per rabbrividire. Cosa si può fare? Rompere le scatole dicendo a gran voce #iostoconipasseggini, prima o poi qualcuno capirà che fare famiglia è la startup più vantaggiosa che abbiamo. Renzi, guarda utente famiglie, sono il futuro del nostro paese: non vogliono elemosina, ma equità!

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Ottobre mese di prevenzione contro il tumore al seno, tra 10 giorni finisce la campagna Nastro Rosa

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Si chiude tra 10 giorni il mese dedicato alle campagne di prevenzione contro il tumore al seno che colpisce ogni anno oltre 47.000 donne.

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, LILT ed Estée Lauder Companies, società leader nei prodotti di bellezza, sono alla XXII edizione della campagna Nastro rosa, per sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella.

Visite senologiche e controlli gratuiti sono offerti negli oltre 400 Punti Prevenzione delle 106 Sezioni Provinciali LILT, monumenti illuminati di rosa e iniziative di raccolta fondi per la cura della neoplasia.

Nel Lazio, oltre alla capitale, sezioni sono presenti a Latina, Rieti, Viterbo e Frosinone.

Pink is good, invece, è la campagna nata su iniziativa della Fondazione Veronesi, per battere definitivamente questa patologia, è un sostegno concreto alla ricerca con il finanziamento di borse di studio per giovani ricercatori, ne ha assegnate 28 solo nel 2014, oltre a promuovere iniziative finalizzate alla prevenzione.

I progressi della ricerca scientifica hanno portato il tasso di guarigione del tumore al seno, al 90%, se la malattia viene diagnosticata precocemente. Secondo la Fondazione, i controlli periodici devono iniziare già a 30-35 anni con un’ecografia mammaria annuale e dai  40 anni anche con una mammografia annuale.

Diversi studi, hanno evidenziato come un consumo di alcool maggiore, nel periodo compreso tra la prima mestruazione e la prima gravidanza, aumenti il rischio di sviluppare il carcinoma in situ e le neoplasie maligne al seno.

E ad ottobre arriva anche la IV edizione del codice europeo contro il cancro. Sono 12 le regole d’oro quotidiane per ridurre il rischio di tumore: non fumare e non essere esposto a fumo passivo, è sconsigliato il sovrappeso, è necessario fare attività fisica ogni giorno ed avere un corretto regime alimentare evitando eccessivi alcolici. E’ necessario proteggersi da sostanze cancerogene e non essere sottoposti a radiazioni di radon negli ambienti che si frequentano ogni giorno. Allattare al seno più possibile e limitare l’uso della terapia ormonale sostitutiva. Secondo quanto indicato nel codice, è importante che i neonati siano vaccinati contro l’epatite B e le bambine anche contro il Papillomavirus umano. Infine è necessario partecipare ai programmi di screening per i tumori di colon, seno e utero.

Stay Tuned!

Scriveteci a rachele@mammaiutamamma.it

 

Arriva dalla Silicon Valley la soluzione per conciliare lavoro e famiglia

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Sono proprio i colossi del social network a lanciare la proposta, Twitter e Facebook adottano la criogenesi per garantire alle proprie lavoratrici, la maternità, potendola rimandare per dedicarsi di più e meglio al lavoro.

Per molti è Sheryl Sandberg la mente di questa nuova trovata aziendale. Classe 1969, direttore operativo di Facebook, 66°donna più influente al mondo, secondo Forbes, madre di due figli, autrice del testo Lean in, che analizza le cause per cui le donne faticano ad affermarsi nel mondo del lavoro e suggerisce come rimuovere questi ostacoli.

Un dibattito acceso negli Stati Uniti, negli ultimi anni, che è nato dalle riflessioni di leader e top manager, rosa. A partire da Anne Marie Slaughter, consigliera di Obama, fino all’amministratore delegato di Yahoo, Marissa Mayer e le dirigenti Indra Nooyi, Virginia Rometty, Mary T. Barra, si continua a discutere sulla conciliazione tra famiglia e lavoro.

Facebook è la prima azienda ad offrire un bonus che copre tutte le cure per la fertilità, fino a un massimo di 20 mila dollari, il colosso guidato da Tim Cook, avvierà la procedura a partire dal gennaio 2015. Un beneficio e un investimento sulle donne secondo Brigitte Adams, creatrice del forum Eggsurance.com, mentre per la ex dipendente di Facebook e scrittrice Kate Loss si tratterebbe di ridurre la vita umana ad una clausola contrattuale per garantire i ricavati dell’azienda.

La crioconservazione degli ovuli è una tecnica complessa, gli ovuli, pieni di acqua, possono formare cristalli di ghiaccio, nel processo di congelamento, capaci di comprometterne l’integrità.

In Italia l’approvazione della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita, ha vietato il congelamento degli embrioni e ha prodotto lo studio alternativo della crioconservazione degli ovuli. La cura non è semplice, bisogna assorbire massicce dosi di ormoni per produrre i numerosi ovociti da prelevare, che saranno conservati nell’attesa di essere utilizzati, se non compromessi durante lo scongelamento.

Quello che è certo è che, anche in questo caso, si chiede alla donna di privarsi di qualcosa per ottenere parità in carriera, e voi:

siete d’accordo con la crioconservazione degli ovuli come soluzione per lavorare di più senza rinunciare alla famiglia?

è questo secondo voi il modo giusto di conciliare vita familiare e vita professionale?

Scriveteci a:

rachele@mammaiutamamma.it

Segue l’intervista alla ginecologa del network Francesca Donadio

Stay Tuned!

Doppio cognome: una nuova conquista per la parità di genere?

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Cari genitori,

Il 24 settembre 2014 arriva il primo si alla Camera, con 239 voti a favore, passa la legge sul doppio cognome che, elimina l’obbligo di utilizzare quello paterno, introducendo la libertà di scelta per i genitori.

Tutto ha inizio il 7 gennaio del 2014, quando la Corte Europea dei diritti umani  condanna l’Italia per aver negato ad una coppia, la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre. Sono Alessandra Cusan e Luigi Fazzi ad avviare un iter giudiziario alla Corte di Strasburgo, per veder riconosciuto il loro diritto di scelta, negato dallo stato italiano che gli impedisce di registrare all’anagrafe la figlia Maddalena, nata il 26 aprile 1999, con il cognome della mamma.

Nel pronunciamento dell’organismo comunitario, i giudici puntualizzano come il nostro paese sia tenuto ad «adottare riforme» legislative, o di altra natura, per rimediare alla violazione riscontrata.

È un diritto dei genitori decidere di dare ai propri figli il solo cognome materno: se la regola prevede, infatti, che s’impartisca quello paterno, «l’inesistenza di una deroga», si rivela «discriminatoria verso le donne».

A scrivere un nuovo capitolo verso la parità di genere nel diritto di famiglia è, dunque, un organismo europeo.

Nel nostro Paese non esiste una legge che disciplina in modo specifico e dettagliato il procedimento per l’attribuzione del cognome ai figli, la trasmissibilità del solo cognome paterno è ricavabile da una serie di norme contenute nel Codice Civile e nel D.P.R. 396/2000. La prassi che si è consolidata prevede dunque l’assegnazione automatica del cognome paterno al momento della dichiarazione di nascita per l’iscrizione al registro comunale dello stato civile.

La Corte costituzionale, con la sentenza 61 del 2006, aveva già ammesso che l’attribuzione ai figli del cognome del padre, è retaggio di una tramontata potestà patriarcale. Dopo 6 anni, il 10 maggio del 2012 esce in gazzetta ufficiale il testo di legge sul doppio cognome. Il testo prevede l’obbligo per l’ufficiale di stato civile dell’iscrizione all’atto di nascita del cognome materno in caso di accordo tra entrambi genitori.
 La nuova disciplina del cognome, rende possibile la trasmissione del cognome materno, SOLO se il papà è consenziente.

Comunque le nuove norme, votate alla Camera, non sono immediatamente operative. L’applicazione e’ infatti subordinata all’entrata in vigore del regolamento (che il governo dovra’ adottare al massimo entro un anno) che deve adeguare l’ordinamento dello stato civile. Nell’attesa del regolamento, sara’ pero’ possibile (se entrambi i genitori acconsentono) aggiungere il cognome materno.

Negli altri Paesi europei i genitori hanno libertà di scelta nell’assegnazione del cognome ai figli. In Francia l’attribuzione viene decisa di comune accordo dai genitori che possono registrare il cognome di uno o dell’altro o entrambi affiancati secondo l’ordine di loro scelta attraverso una dichiarazione congiunta davanti all’ufficiale di stato civile. La Germania riconosce ai genitori il diritto di assegnare ai figli, il cognome coniugale, eventualmente seguito o preceduto dal proprio cognome. Le coppie che non hanno un cognome coniugale scelgono di comune accordo quale cognome trasmettere al bambino. 

Anche nel Regno Unito i genitori possono scegliere autonomamente grazie alla parental responsibility, che permette anche l’assegnazione di un cognome diverso, anche se poco frequente nella prassi. In Spagna ogni individuo porta il primo cognome di entrambi i genitori nell’ordine da questi accordato.

Il sito http://www.cognomematerno.it offre numerose informazioni utili. Sul tema il network ha scelto di interrogare un avvocato, Valentina Viaggio,  esperta di diritto di famiglia, che risponde alle domande di Rachele Bonani, allora:

E’ reale la parità di genere nell’assegnazione del cognome al figlio, in Italia, dopo le modifiche apportate? Prima di rispondere occorre spendere qualche parola sulla differenza che c’è tra “parità formale” e “parità sostanziale”, intendendosi con la prima il riconoscimento morale, giuridico e sociale sul piano puramente nominale di valori affermati, mentre con la seconda il riconoscimento concreto di quei valori altrimenti riconosciuti solo nominalmente. La parità sostanziale è quella che mediante gli strumenti contemplati dal nostro Ordinamento giuridico (leggi, decreti, regolamenti, etc.) tenta di dare concreta attuazione al complesso di valori, diritti e principi mediante la previsione di un sistema di tutele, la cui violazione conduce a sanzioni in caso di loro inosservanza.

Quanto pesa la sentenza della Corte Europea sulla giurisprudenza italiana? Ad esempio nel caso del doppio cognome, il nostro Paese ha provveduto a recepire gli orientamenti comunitari che consentono al figlio l’adozione del cognome della madre in luogo di quello del padre; tuttavia tale facoltà resta sostanzialmente subordinata al necessario consenso del marito la norma espressamente prevede: “previo consenso del marito”. Ancora una volta dunque viene riconosciuta ai coniugi un’apparente pariteticità “di cognome” solamente sul piano formale i cui benefici sostanziali ricadono unicamente in capo al figlio, il quale potrebbe avere interesse a preferire il cognome della madre al posto di quello del padre (caso tipico del figlio di un noto mafioso, che si troverebbe ad essere vita natural durante associato ad un concetto di corruzione e mala vita).

E’ un avanzamento per l’affermazione dei diritti della donna questa legge? Dobbiamo ancora oggi così tristemente considerare che se da un lato sul piano formale il nostro Ordinamento giuridico ha inteso introdurre questo cambiamento, mosso dalla necessità di conformarsi al dettato comunitario, dall’altro il legislatore italiano non ha apportato il cambiamento desiderato lasciando immutata sul piano sostanziale la riserva mentale basata sull’originaria impostazione maschilista in cui la figura di rilievo resta ancora quella del c.d. “pater familiare” . Tuttavia i passi da fare per la realizzazione di una vera parità sostanziale nel nostro Ordinamento sono ancora molto numerosi. Possiamo affermare che l’attenzione del legislatore in ambito familiare si sia principalmente concentrata sulla tutela dei figli minori, creando un tessuto normativo che possa in qualche modo proteggere i soggetti più deboli a vantaggio della loro individualità rispetto a quella propriamente riferita ai genitori.

Le modifiche al testo 396 del 2000 sull’ordinamento dello stato civile sono nella direzione di una semplificazione normativa reale? La famiglia, nella storia del nostro Ordinamento giuridico, è stata lungamente contraddistinta da un’impostazione patriarcale articolata in una logica piramidale, che concentrava nel “pater familiae” la pienezza dei poteri esercitati in maniera indiscussa ed assoluta sia in ambito domestico che sociale. Non dimentichiamo che per secoli la famiglia della sposa era gravata dal c.d. “onere di costituzione della dote”, rappresentata da un’universalità di beni da consegnare al prescelto marito ed avente la duplice finalità di indennizzare la donna nubenda che, uscendo dalla famiglia d’origine, perdeva il diritto all’eredità paterna e quella di apportare un contributo alla vita matrimoniale c.d. “ad sustinenda onera matrimonii”. Con la riforma del diritto di famiglia del 1975, si è giunti al divieto di costituzione di dote con correlata abrogazione dell’art. 166 – bis del codice civile considerato retaggio del passato. L’applicazione di tale divieto ha apportato – in osservanza ai principi costituzionali di parità ed uguaglianza – ad un complessivo stravolgimento nella struttura familiare gerarchica verso la crescente affermazione del principio paritario dovuto soprattutto al riconoscimento primario delle personalità individuali (Art. 29 Costituzione italiana). L’Art. 143 codice civile, nel disporre che “con il matrimonio i coniugi assumono gli stessi diritti e gli stessi doveri”, afferma, infatti, un principio di pariteticità tra i diversi sessi in ambito familiare un tempo fortemente sbilanciato; si pensi ad esempio anche alle recenti disposizioni che nei casi di separazione hanno introdotto la c.d. “bigenitorialità”, prevedendo che l’affidamento ed il mantenimento dei figli sia condiviso dai coniugi e quindi ripartito in ugual misura.

 

 

 

Nursery Rhymes and Books, canzoni e libri in inglese per bimbi 0-12 mesi

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Care mamme, cari genitori,

oggi parliamo dell’attività di una super mamma, è Elisa Antonielli, pediatra, madre di 3 splendidi bimbi, torinese, dal 2013 si è trasferita a Roma e organizza delle iniziative creative e stimolanti per i più piccoli.

Nursery Rhymes and Books è l’appuntamento ogni martedì dalle 10.30 alle 11.30 all’oratorio della parrocchia di San Pancrazio, nel quartiere Monteverde di Roma, per condividere insieme ai più piccoli, 0-12 mesi, e alle loro mamme, in sintonia e allegria, canzoncine e libri inglesi.

 Gli incontri, gratuiti, iniziano martedì 14 ottobre 2014. L’iniziativa di Elisa nasce dalla volontà di unire musica, lingua e condivisione tra mamme e bambini e dall’esigenza di trovare attività per bimbi molto piccoli nella nostra città.

Se negli ultimi anni abbiamo assistito al moltiplicarsi di laboratori e luoghi per bambini e ragazzi a partire dai 5 anni, poche sono le realtà che accolgono le mamme con i figli neonati o poco più, raramente in spazi organizzati per loro.

Come mamma del network Elisa è una pediatra-aiuta-mamma, e si presenta così:

Sono una Pediatra specializzata presso l’Università di Torino. Mi sono da poco trasferita a Roma, Monteverde Vecchio, perché mio marito è radiologo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Sono mamma di 3 bimbi, conosco quindi le ansie ed i bisogni di una mamma, cui potrò rispondere in modo professionale e con molta pazienza e dolcezza. Ho frequentato ospedali in varie parti del mondo (Londra, Barcellona, Coimbra, Monterrey, Torino, Roma, Brescia), venendo a contatto con diverse culture, differenti modalità di approccio al paziente e approfondendo le mie competenze mediche. Parlo inglese, spagnolo, portoghese e francese.

A tutte le mamme ed i papà che abitano nel circondario di Monteverde Vecchio a Roma do la mia disponibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per visite domiciliari private contattandomi al numero 3408052789.”

Scarica qui il curriculum di Elisa

Vi aspettiamo!

Stay Tuned

#iostoconipasseggini, scade domani alle 15 il termine per partecipare al ricorso collettivo

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Care mamme, cari genitori,

oggi vogliamo dar voce anche noi alle famiglie che si battono contro gli aumenti delle tariffe degli asili nido di Roma.

#iostoconipasseggini è l’hashtag lanciato dall’ex assessore alla Famiglia della giunta Alemanno, Gianluigi de Palo, catalizzatore dell’iniziativa che ha visto scendere in piazza del Campidoglio, sabato 4 ottobre, oltre 1000 famiglie.

La determinazione di Gianluigi ha generato la solidarietà delle famiglie più abbienti, pronte a sostenere chi non può permettersi la retta per il terzo figlio, ma soprattutto ha portato al ricorso collettivo al TAR del Lazio.

L’udienza per la sospensiva degli aumenti delle tariffe degli asili nido di Roma è stata fissata dal TARil 22 ottobre 2014, da qui, la necessità di accelerare i tempi per coloro che vogliono intervenire nel giudizio.  L’ultimo giorno utile sarà giovedì 9 ottobre 2014 fino alle ore 15.


Per ulteriori informazioni potete chiamare lo 06/671072494- 72461

La sentenza arriverà alla fine di ottobre.

#ilnetworkstaconipasseggini perchè crede che le istituzioni non debbano cambiare le regole in corsa scoraggiando ogni istinto alla genitorialità, ma debbano essere al fianco delle famiglie, promotrici di un equo sistema di welfare.

Stay tuned!

di R. Bonani

 

 

Anna Politkovskaia, disonore russo

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Care mamme, cari genitori,

oggi per la nostra rubrica Mamme e leadership ricordiamo una mamma speciale, all’avanguardia che, per le sua innata curiosità, ostinazione e bravura, ha sacrificato la vita, in nome di una verità troppo scomoda.

Anna Politkovskaia è stata uccisa a colpi di pistola, mentre rientrava nella sua casa, a Mosca, il 7 ottobre del 2006. Al momento della sua morte è la maggiore esperta di Cecenia, il tema più scottante dell’attualità russa.

Figlia di due diplomatici sovietici, nata a New York nel 1958, Anna si laurea nell’82 a Mosca, dove, nelle prime manifestazioni della perestroika, incontra il marito, Alexander Politovskij.

Madre di Ilija e Vera, dopo un periodo di maternità, lontana dal lavoro e dalla passione politica, comincia a fare la cronista. La sua è la leadership della fuori classe, una reporter in prima linea di quel tipo di “giornalismo che comporta uno sguardo diretto su ciò che succede, che non solo viene perseguitato, ma si rischia anche la vita.” Lo scrive lei stessa nel 2003.

Dal 1999 Anna lavora alla Novaja Gazeta e, da sempre si occupa di profughi. E’ l’unico essere umano che, nel sequestro della Dubrovka, iniziato il 23 ottobre del 2002 e durato 3 giorni, si preoccupa di portare acqua agli ostaggi, diventando così, il naturale negoziatore in un attentato che si contraddistingue per il numero di donne kamikaze. Le sue azioni hanno avuto la capacità di cambiare il corso della storia.

Da qui i sospetti che l’avvelenamento di Anna nel settembre 2004, sia stato finalizzato a evitare la sua mediazione con i separatisti ceceni asserragliati in una scuola di Beslan, lasciando campo libero all’intervento armato delle forze speciali russe. L’operazione si conclude in un massacro: 334 bambini, le vittime ufficiali tra gli ostaggi.

E proprio dal paese per cui si batte tutta la vita arrivano i suoi sicari. Sono 5 i condannati nel primo verdetto, a maggio 2014. La mano dell’esecutore è quella di uno dei fratelli Makhmudov che agisce insieme ad altri 4 complici, ancora niente sui mandanti.

Vogliamo ricordare una donna che nella sua comunità, in un paese pieno di contraddizioni, dopo essersi dedicata alla famiglia, ha scelto di credere fino in fondo in quello che faceva.

“Sono agghiacciata pensando alle reazioni dei miei cinici contestatori di Mosca, che non sono andati mai in una zona di conflitto e sparano giudizi in continuazione su cose che non conoscono. Odio questa gente perchè non vuole pensare alla cosa più importante, alla nostra guerra così com’è, senza pretesti ideologici, a questa guerra combattuta con metodi criminali grazie agli sforzi congiunti della maggior parte della nostra popolazione. In un solitario faccia a faccia non so più come confrontarmi con queste pratiche. Sono ancora viva, ma non è forse al prezzo della vita altrui? Come abbiamo potuto accettare che questa guerra spazzi via il buon senso e metta sotto sopra tutti i riferimenti e tutta la razionalità di uno stato civile? Noi, inariditi dalla guerra, odiamo più spesso di quanto amiamo. Stringiamo i pugni volentieri, ma abbiamo difficoltà a riaprire le mani. E ancora una volta, invece, di respirare l’aria a pieni polmoni, ci nutriamo del sangue dei nostri compatrioti senza battere ciglio.”

di R. Bonani

Grande festa al Teatro Verde di Roma, si inaugura la stagione 2014-2015

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Care mamme, cari genitori,

le nostre mamme-antenna sul territorio, ci segnalano l‘inaugurazionesabato 4 ottobre, della 29° stagione del Teatro Verde di Roma e il festeggiamento del 35° anniversario della Compagnia Teatro verde – Nuova opera burattini. Diretto da Veronica Olmi, il teatro rappresenta, dal 1979, un punto di riferimento per i bambini e i ragazzi della capitale.

Sabato dalle ore 16 festa di apertura negli spazi all’aperto del teatro,  tra giochi, laboratori, musica e libri per aprire gli occhi, aprire le orecchie, aprire la mente, le braccia, il cuore…. Alle 17 si parte con lo spettacolo Zeus e il fuoco degli Dei, regia di Armando Traverso.  Dopo lo spettacolo si svolgerà una  Conferenza Stramba, in cui il pubblico intervisterà  attori, burattini e ospiti speciali!

Partono il 13 ottobre, invece, i laboratori Teatrali espressivi per bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni, si svolgono una volta a settimana dalle h 17 alle h 18.30 sul palco del teatro verde,  con gli attori e i tecnici della compagnia.

Sarà una stagione speciale, con 38 titoli in cartellone presentati da Compagnie di rilevanza nazionale provenienti da diverse regione italiane, 7 mesi di programmazione con spettacoli tutti i giorni da ottobre a maggio, 200 giorni di rappresentazioni dedicati ai più giovani,  alle scuole e alle famiglie.

Per informazioni e prenotazioni: dal lunedi alla domenica dalla h 9 alle h 18. Tel: 06.5882034. La prenotazione è consigliata, ma non obbligatoria.

Stay Tuned!
Scriveteci a rachele@ mammaiutamamma.it