MammAiutaMamma incontra Zingaretti, giovedì 31 gennaio, ore 17.30, Teatro Piccolo Eliseo, Roma

Prima-Persona

Giovedì 31 gennaio 2013 alle ore 17.30 al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi, MammAiutaMamma partecipa all’incontro Welfare, cultura, beni comuni per una crescita innovativa, inclusiva e sostenibile, organizzato da Prima Persona Lazio.

Nicola Zingaretti, candidato governatore della Regione Lazio, si confronta con le proposte delle associazioni del territorio e dei cittadini. Partecipazione e condivisione sono la chiave del movimento Prima Persona che attraverso la sua rete civica diffusa è impegnata nella promozione di un innovativo stato sociale.

Mammaiutamamma ha aderito all’iniziativa per presentare le attività, il percorso e le proposte che già realizza localmente e globalmente. Per garantire crescita demografica, innovazione sociale e pari opportunità proponiamo:

1) la costituzione di un fondo di microfinanza domestica destinato ad attività imprenditoriale femminile, mamme single e precarie, per favorire l’empowerment femminile, attraverso la conversione dei fondi per le auto blu e le spese di rappresentanza della Regione;

2) la diffusione di asili nido aziendali, e corsi di formazione e aggiornamento professionale on line (e-learning) durante la maternità per favorire il reinserimento e l’avanzamento delle donne dopo la gravidanza, de-localizzazione del lavoro che garantisca alle mamme flessibilità negli orari grazie all’uso della tecnologia e al rafforzamento intranet aziendali, riconoscimento della rilevanza penale per il reato di mobbing ;

3) il finanziamento regionale e la creazione di una rete locale coordinata e efficiente di centri antiviolenza, per il reinserimento sociale delle donne e minori che beneficiano dei programmi di protezione, formazione e aggiornamento degli assistenti sociali impegnati nella mediazione familiare;

4) agevolazioni fiscali, in particolare deduzione spese correnti per liberi professionisti come incentivo alla lotta all’evasione fiscale oltre a migliorare il potere di acquisto delle famiglie;

5) il rafforzamento e promozione della rete di solidarietà per neomamme Vicine, Vicine realizzata dal Melograno Roma, aiuto volontario per donne in gravidanza o neomamme, con l’obiettivo di creare un centro nascite e accoglienza coordinato ai consultori per accompagnare le donne in questo importante inizio;

6) il riconoscimento del mestiere di genitori con la creazione di un fondo nazionale che garantisca un contributo mensile per la famiglia nel primo triennio di vita del bambino (secondo l’esperienza svedese, francese etc…) attraverso la riconversione dei fondi provenienti dai risparmi per le spese di funzionamento delle PA, abbattimento rimborsi spese PA, consiglieri regionali, attraverso l’adozione di politiche di sostenibilità: raccolta differenziata, riciclo carta, etc;

7)l’ampliamento dell’offerta dei servizi per i bambini e la famiglia, la riconversione d’immobili pubblici inutilizzati per promuovere e favorire lo svolgimento di attività extra-curriculari per i bambini.

Partecipa anche tu al dibattito, seguici, vota e commenta la proposta su:

Prima Persona Ideascale

Il Consiglio dei bambini, educazione civica e partecipazione a The Hub Roma

hub_coorg

The Hub Roma apre a settembre 2012 e s’impone subito nel panorama capitolino come centro di aggregazione di idee, associazioni e imprese coinvolte e portatrici di innovazione sociale.

Domani venerdì 25 gennaio 2013, dalle 9 alle 13, a via dello Scalo di S Lorenzo, 67, propone il secondo incontro di un interessantissimo percorso di educazione civica e partecipazione, rivolto ai piccoli tra gli 8 e i 10 anni accompagnati da un genitore Il Consiglio dei bambini.  L’esperienza nasce in collaborazione con Uva e la Sinnos editore. Si parla di democrazia!

Vi presentiamo l’intervista a Elena Giacchino, hubber e coordinatrice dell’iniziativa:

Come nasce l’iniziativa, Il consiglio dei bambini, dalla costituzione alla partecipazione?

L’idea è nata a San Francisco durante un meeting internazionale di  The Hub al quale presenziava il nostro socio fondatore Dario Carrera, lì c’era un evento con  studenti baschi e studenti del luogo che condividevano un percorso di risoluzioni dei problemi della città, abbiamo quindi pensato di esportarlo in Italia ma rivolgendolo ai bambini perché hanno un pensiero più trasparente, più libero, meno condizionato

Qual è il tuo ruolo nel progetto? quali sono gli obiettivi e i risultati attesi?

L’obiettivo è quello di sperimentare un processo diverso di apprendimento e quello di stimolare nel lungo periodo la partecipazione dei genitori, la cosa interessante sarebbe fare un laboratorio parallelo su cittadinanza e Costituzione con i genitori, questa sarebbe davvero social innovation. Io mi occupo di eventi e comunicazione a The Hub. Quindi ho preso parte alla stesura del concept del laboratorio e mi sono occupata di coordinare il lavoro di Uva, l’associazione di Giulia Nardi e Paola Pascucci che materialmente mettono in piedi il percorso didattico, con quello di  Valentina Ghione, psicoterapeuta che sta facendo un tirocinio da noi.

E’ un’iniziativa pilota, pensate di proporla nelle scuole?

La nostra intenzione, trovando uno sponsor, sarebbe quella di replicarla. Utilizzando questa prima edizione come un laboratorio anche per noi ideatori.

Da mamma cosa pensi della nostra città, Roma?

Roma è complicata. Da mamma penso che troppo spesso questa città ci costringa a cavarcela e ci faccia sentire “genitori kamikaze”. Le reti se esistono sono create dalle persone e e non dalle istituzioni. La partecipazione è una grande risorsa per una città, però dovrebbe essere supportata, non lasciata come unico mezzo. La rivoluzione dei processi non può essere frutto solo della frustrazione.

E’ a portata di famiglia?

A portata di famiglia non direi. Però non credo sia un problema romano, ma piuttosto della nostra società. Siamo costretti in tempi e metodi che non sono al passo con i tempi. Uscire di casa tutti insieme alle 9 di mattina e sedersi un copmputer del tutto simile a quello che abbiamo a casa nostra ma che si trova a scrivania che dista almeno mezz’ora da quell’altro  non è un presupposto per creare una società family-friendly.

Cosa servirebbe per migliorarla?

Servirebbe aprire un tavolo di discussione con le istituzioni per riposizionare in questo universo reale e contingente il tema delle mamme che lavorano, e non lasciarlo abbandonato come se appartenesse a un altro mondo. Si dovrebbe favorire dall’alto la costruzione di reti di sicurezza per le madri e le famiglie. Servirebbe impegno e condivisione di obiettivi fra istituzioni e famiglie.

Per partecipare iscriversi a: Consiglio Democrazia Eventbrite

 

 

Lavorare e non solo con i figli..

LAV_FIGMammaiutamamma vi augura buon anno!

Continua ad interrogarsi con voi su come conciliare maternità e lavoro. Il nostro obiettivo è raccogliere i vostri punti di vista e la vostra esperienza su questo tema. Quali sono le soluzioni migliori per crescere i propri figli senza rinunciare ad educarli e senza perdere la loro crescita per lavorare?

Come dice il presidente dell’Uruguay, Josè Mujica, il primo ambiente da preservare quando si parla di sviluppo sostenibile, è la felicità umana. Non possiamo vivere nel senso di colpa di non essere riuscite ad adempiere bene nessun compito, lavoro/carriera, genitore/educazione.

Non è sempre facile quando i bambini sono piccoli e facilmente soggetti a malattie, quando sono più d’uno. Il mio pensiero laterale suggerisce: la quotidianità prima di tutto è capacità di adattamento e per costruire la felicità di cui si parla bisogna essere..flessibili..

..ai nuovi tempi e contratti di lavoro, alle nuove condizioni di welfare, alle nuove dimensioni della comunicazione, ai nuovi modelli di educazione e consumo, alle nuove malattie e ai nuovi rimedi pediatrici.

Bisogna essere sempre pronte a camuffare una macchia dell’ultimo secondo sull’abito, rigurgitino flash per eccessivo sballottamento, a cambiare programma dopo averlo stabilito un mese prima, a dimenticarsi un quaderno fondamentale per vostro figlio sulla scrivania o il grembiule pulito nell’armadio.

Bisogna essere pronte al multi-tasking, avere l’orecchio bidirezionale, da una parte segue impulsi provenienti dal lavoro, dall’altra segue i passi e qualsiasi rumore prodotto dai piccoli. I più piccoli tentano azioni d’incursione quando sei concentrata sul computer, su un testo o durante una telefonata, aggrappandosi alle gambe e cominciando gradualmente ad alzare il tono di voce per farsi notare, abbracciare, coccolare.

E’ necessario separare i tempi e i campi della vita nettamente? Come sfuggono questi confini nello stress quotidiano.. Eppure si, bisogna avere la capacità di fermarsi anche quando le risposte richieste sono sempre più rapide. Spegnere la tecnologia e dedicarsi con creatività ai figli. Dopo aver approfittato della scuola e dei riposini per concentrarsi totalmente, bisogna essere pronte a dedicarsi a loro…

La mia vita professionale non è mai stata indeterminata o inserita in un percorso stabile. Dopo la laurea ho intrapreso la carriera del precario, per poi scegliere la libera professione e la partita iva come strumento di emancipazione e crescita professionale.

La formula indipendente di consulente mi ha permesso di gestire tempi del lavoro e  gravidanze-maternità, senza copertura aziendale di nessun tipo. Dopo la nascita di ognuno dei miei tre figli ho richiesto l’assegno di maternità che viene corrisposto, se la domanda è correttamente compilata, una sola volta dall’Inps. Si può fare tutto on-line con assegnazione del pin dispositivo. Per i lavoratori dipendenti e non, esistono congedi di maternità e paternità, irrisori rispetto alle necessità della neo-famiglie.

Abbiamo chiesto alle mamme del nostro network che vivono all’estero di trasmetterci la loro esperienza. A Stoccolma, in Svezia, per i primi 3 anni di ogni figlio, anche di famiglie immigrate, il governo riconosce un contributo mensile, approfondiremo la tematica.

E’ necessario riconoscere la maternità come lavoro. Crescere i nostri figli equivale a distribuire ricchezza in consumi e capitale intellettuale, oltre che garantire l’educazione dei futuri cittadini del mondo, è un mestiere in sé e per sé.

In questa direzione lo Stato dovrebbe costituire un fondo per la maternità che riconosca alle famiglie un contributo per ciascun figlio almeno per il primo triennio di vita, fino all’inserimento del bambino alla scuola materna. Gli asili nido sono scarsi e quelli privati, molto costosi.

Le nostre proposte per una vita familiare sostenibile:

  • la diffusione di asili nido aziendali;
  •  la costituzione del fondo per la maternità per i primi 3 anni di vita del bambino;
  • corrispondenza orario lavoro in ufficio con orario scolastico, de-localizzazione lavoro attraverso l’uso delle tecnologie;
  • aumento di servizi competitivi per bambini e famiglie in orari extra-scolastici, incentivi per l’apertura di spazi ludico-didattico-ricreativi per i bambini nei quartieri di residenza, gestiti da onlus/cooperative specializzate o madri che garantiscano assistenza alle famiglie;
  • aumento degli sgravi fiscali per le famiglie più numerose con la possibilità di scaricare spese vive correnti;
  • abbattimento delle barriere architettoniche per le famiglie nelle metropoli, es. Roma.

Inviaci la tua testimonianza e la tua idea, scrivici a rachele@mammaiutamamma.it

di R. Bonani

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